Marco Massaggiatore e Operatore Olistico , in possesso di PATENTINO TECNICO NAZIONALE DI MASSAGGIATORE SPORTIVO, rilasciato da ALFA/CSAIn (Ente Nazionale riconosciuto dal Ministero dell’Interno e dal C.O.N.I.) e iscritto all’ALBO NAZIONALE DEI MASSAGGIATORI SPORTIVI ALFA/CSAIn.
Il massaggio sportivo come pre-attività agonistica o amatoriale (pre-gara) è finalizzato
al raggiungimento dei seguenti obiettivi principali: riscaldare la muscolatura, migliorare la circolazione sanguigna ed eccitare la muscolatura. Queste tre funzioni consentono all’atleta di
prepararsi allo sforzo agonistico o amatoriale raggiungendo un’ottima condizione fisica e mentale.
Il massaggio sportivo come post-attività agonistica o amatoriale (post-gara defaticante) è indicato per rimuovere le scorie che lo sforzo muscolare stesso ha prodotto (acido
lattico).
Dopo traumi si trattano:
- Lesioni traumatiche
- Lesioni articolari e legamentose
- Lesioni tendinee
- Distorsioni e loro trattamento manuale
- Lesioni muscolari : acute, sub-acute, croniche e loro trattamento manuale
- Lesioni da sovraccarico: muscolari, tendinee, cartilaginee, nervose e loro trattamento manuale
Sono molte le condizioni patologiche che possono interessare il complesso della spalla e del bacino.
Come in altre parti del sistema muscolo-scheletrico, il problema può essere frutto di un evento acuto, come un trauma sportivo, con danno di una o più parti del sistema, oppure microtraumi ripetitivi
che alterano gradatamente la meccanica normale dell’intero complesso. Mobilità, forza e stabilità sono le tre componenti della funzione della spalla che possono essere compromesse da una lesione
acuta o cronica. Queste problematiche possono essere affrontate con varie metodiche di trattamento manuale sia attive che passive.
Nel complesso sistema del bacino convogliano molte problematiche sia del tronco che degli arti inferiori che trovano in questo fulcro una valvola di sfogo. Inoltre molti eventi acuti, anche sportivi,
trovano spesso coinvolto il bacino; è da quest’ultimo infatti che, attraverso metodi attivi e passivi, si partirà per effettuare un buon trattamento.
<La contrattura muscolare
L'atleta che si procura una contrattura riesce solitamente a terminare la gara senza troppi fastidi. Il dolore compare dopo la partita o il giorno seguente. Non v'è una vera e propria lesione muscolare, ma una alterazione del tono di tutto il muscolo o di una parte di esso come reazione ad uno stimolo troppo intenso e prolungato.
La terapia è rappresentata da: calore, massaggi e stretching. La prognosi è di 4-7 giorni (rientro in gara).
Lo stiramento muscolare ( elongazione )
L'elongazione provoca un dolore immediato e vivo ma
generalmente non impedisce il proseguimento dell'attività; tuttavia il fastidio tende ad aumentare progressivamente. E' molto importante smettere subito la gara o l'allenamento per evitare di
procurarsi una distrazione muscolare.
Nello stiramento, come nella contrattura, non v'è una lesione vera e propria delle fibre muscolari, ma un'alterazione marcata e localizzata del tono muscolare; in questo caso, all'interno del muscolo
si può apprezzare un ben definito "cordone" doloroso, e anche il soggetto, a differenza della contrattura, sa individuare bene la zona dolorosa. La prognosi di uno stiramento è di circa 15 giorni
(rientro in gara)
Come abbiamo visto, le distrazioni si dividono in 1°, 2°, 3° grado in relazione all'entità della lesione muscolare: nel 1° grado la lesione comprende la rottura di meno del 5% delle fibre muscolari,
nel 2° grado c'è la rottura sia di fibre che di fascicoli muscolari, mentre
nel 3° grado la rottura del muscolo è totale o subtotale. L'ematoma è tanto maggiore quanto maggiore è il numero delle fibre muscolari interrotte.
La distrazione è caratterizzata dall'insorgenza di un dolore acuto, trafittivo, che
l'atleta sa individuare bene in un preciso punto del muscolo, (a differenza della contrattura e dello stiramento), e che gli impedisce di continuare l'attività. Più esteso è il danno muscolare,
maggiore è la sintomatologia.
Obiettivamente il muscolo si presenta doloroso in toto
nelle lesioni di 1° grado, particolarmente dolente in un preciso punto
nelle lesioni di 2° grado, dove frequentemente si presenta anche una tumefazione e una ecchimosi, mentre caratteristicamente
nelle lesioni di 3° grado, oltre al dolore e alla tumefazione, si apprezza un avvallamento (come uno "scalino") nella sede della lesione, con perdita del tono del muscolo interessato.
Poiché le fibre muscolari hanno scarso potere di rigenerazione, la riparazione avviene con formazione di tessuto cicatriziale, le cui proprietà elastiche risultano ovviamente inferiori a quelle del normale tessuto muscolare. Ciò significa che dopo una distrazione, non ci potrà mai essere una guarigione completa, nel senso di un ritorno alle condizioni anatomiche del muscolo precedenti l'infortunio.